Il Papa avverte: "Sull'immigrazione nessun paese può essere lasciato solo"

Nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante il Pontefice chiede un'azione collettiva.
22 AGO 20
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Nessun paese può essere lasciato solo nella lotta contro il "vergognoso e criminale traffico di esseri umani". Papa Francesco, nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato - si celebrerà il 18 gennaio del prossimo anno - fa sentire la sua voce, ricordando che nessun paese davanti all'emergenza può essere lasciato solo. "Lavorare insieme - avverte il pontefice - richiede reciprocità e sinergia, con disponibilità e fiducia, ben sapendo che nessun paese può affrontare da solo le difficoltà connesse a questo fenomeno, che è così ampio da interessare ormai tutti i continenti nel duplice movimento di immigrazione e di
emigrazione". Il messaggio è un chiaro riferimento ai continui sbarchi di migranti nella sponda sude del Mediterraneo e alla necessità che l'Unione europea si doti di strumenti collettivi per arginare il fenomeno.
Il Papa inoltre guarda con preoccupazione alla portata che hanno assunto i movimenti migratori. Da qui il monito: "solo una sistematica e fattiva collaborazione che coinvolga gli stati e le organizzazioni internazionali può essere in grado di regolarli efficacemente e di gestirli. In effetti - è la riflessione di Francesco che cita la 'Caritas in veritate' del suo predecessore - le migrazioni interpellano tutti, non solo a causa dell'entità del fenomeno, ma anche per le problematiche sociali, economiche, politiche, culturali e religiose che sollevano, per le sfide drammatiche che pongono alle comunità nazionali e a quella internazionale''.
"Nell'agenda internazionale - registra ancora il Papa - trovano posto frequenti dibattiti sull'opportunità, sui metodi e sulle normative per affrontare il fenomeno delle migrazioni. Vi sono organismi e istituzioni, a livello internazionale, nazionale e locale, che mettono il loro lavoro e le loro energie al servizio di quanti cercano con l'emigrazione una vita migliore. Nonostante i loro generosi e lodevoli sforzi, è necessaria un'azione più incisiva ed efficace, che si avvalga si una rete universale di collaborazione, fondata sulla tutela della dignità e della centralità di ogni persona umana".
[**Video_box_2**]In questo modo, avverte il Papa, "sarà più incisiva la lotta contro il vergognoso e criminale traffico di esseri umani, contro la violazione dei diritti fondamentali, contro tutte le forme di violenza, di sopraffazione e di riduzione in schiavitù".
Ricorda Bergoglio che "alla globalizzazione del fenomeno migratorio occorre rispondere con la globalizzazione della carità e della cooperazione, in modo da umanizzare le condizioni dei migranti. Nel medesimo tempo, occorre intensificare gli sforzi per creare le condizioni atte a garantire una progressiva diminuzione delle ragioni che spingono interi popoli a lasciare la loro terra natale a motivo di guerre e carestie, spesso l'una causa delle altre".